COMUNICARE IN INTERNET

Cos’è il branding

Cos'è il branding

 

Cos’è il branding aziendale, cos’è il personal branding e perché prima di fare il sito e prima di fare qualunque cosa che riguardi la nostra comunicazione, è essenziale fare un lavoro di branding: questo post parla di questo.

 

Il branding è fondamentale per la comunicazione e consiste, a mio parere, nell’aver capito e deciso i concetti fondamentali della nostra attività e cioè: chi siamo, cosa facciamo, come, dove, quando, per chi, e soprattutto perché. Ed è la prima cosa da fare perché non si può costruire la casa cominciando dal tetto.

COSA SIGNIFICA BRANDING

Tecnicamente, per quanto riguarda il marketing, il branding aziendale, o meglio la branding strategy, è la gestione del marchio. In pratica è tutto quello che si fa per distinguersi, per mostrare l’identità aziendale, per dare valore a quello che si fa e si vende. È lo stile che contraddistingue l’azienda, sono i valori identificativi.
Per i liberi professionisti è la gestione della propria comunicazione come se si fosse un brand, perché in pratica lo si è, e si parla di personal branding. Si tratta di comunicare quello che siamo.
In un mercato sempre più saturo, con concorrenza sempre più ampia e agguerrita soprattutto on-line, tutto si basa su come facciamo le cose, sulle emozioni che riusciamo ad esprimere e sull’empatia che riusciamo a far scattare nelle persone quando comunichiamo.

Il branding è la prima cosa di cui occuparsi, prima di tutto, prima di aver deciso che tipologia di azienda essere, prima di aprire qualunque tipo di attività, prima addirittura di decidere se mettersi in proprio oppure no, a mio parere.

Lavorare sui concetti del proprio branding è una cosa difficilissima da fare, perchè si tratta di un lavoro di introspezione, di ricerca di motivazioni profonde, che solo in un secondo tempo daranno vita a qualcosa di pratico, alla strategia di marketing.
Nel post come si scrive una about page parlavo del famoso perché, di quella energia che ti muove e che porta le persone a comprare le cose da te invece che da qualcun’altro, si parlava di come le fai sentire quando comprano quello che vendi e del motivo per cui fai quello che fai.
Per costruire il tuo branding, la tua branding strategy, devi aver chiare queste cose qui, i concetti base.
Chi sei, cosa fai, come, dove, quando, per chi, e soprattutto perché.
Vale per le aziende grandi, per quelle piccole, per i liberi professionisti, per chiunque abbia un’attività.

IL BRANDING NON È IL VISUAL BRANDING

Spesso si parla di branding intendendo il visual branding, ma non sono la stessa cosa.
Il visual branding è tutto quello che di una azienda si vede, la sua immagine grafica: il logo, i colori, i font. La brand identity comprende anche naming (il nome aziendale o di prodotto), payoff (frase che accompagna il logo), testi.
Il branding è quello che viene prima, lo studio del disegno generale, delle linee guida.
Come fai a sapere che logo va bene per te e quali colori scegliere se non sai chi sei, cosa fai, per chi, e perchè? Come fai a sapere che tipo di linguaggio usare e che comportamenti adottare sia on-line che off-line se non sai a quali persone ti stai rivolgendo cioè quale è il tuo target? Sono tutte cose che definisci lavorando sul tuo branding.

PERCHÉ È IMPORTANTE IL BRANDING

Lavorare bene sulla propria comunicazione avendo fatto prima un lavoro di branding porta ad avere clienti più motivati, coinvolti e fedeli, significa creare una relazione emozionale tra cliente e azienda (o professionista).
Dare un valore aggiunto al proprio lavoro aiuta a lavorare meglio e a guadagnare quanto riteniamo sia giusto.

Piccola parentesi autobiografica (da cliente).
Come chi mi conosce dal vecchio blog sa, ci sono delle cose in cui credo molto, una di queste è l’importanza dell’alimentazione per la propria salute e l’importanza di fare acquisti consapevoli riguardo al cibo per motivi etici che riguardano le persone, gli animali, la terra, la Terra.
Quando compro bio direttamente dai produttori sono disposta a pagare di più e lo faccio volentieri se so che sto comprando da una piccola azienda che non si limita a produrre del cibo, ma lo fa in modo rispettoso per tutti.
So che è attenta non solo alla qualità ma anche al rispetto dell’ambiente e che fa un lavoro sul territorio che preserva la biodiversità, so che è attenta al rispetto delle persone e non utilizza sfruttamento di mano d’opera a basso costo o addirittura riduzione in schiavitù, so che è attenta al rispetto degli animali (se produce cibo di origine animale) perché ne rispetta i ritmi e non li tortura.
Questo valore aggiunto sono disposta a pagarlo, e questo meccanismo di empatia, di valori condivisi, può scattare solo se questa azienda queste cose che fa le ha comunicate bene con coerenza.

Questo era un esempio, ma non pensare che possa valere solo se dietro c’è una motivazione etica, la motivazione può essere diversa, anche opposta, deve essere la tua.
Se vendi bibite gasate con coloranti, caffeina e zucchero comunicherai i tuoi valori, che probabilmente saranno di divertimento, di economicità del prodotto, di dinamismo, soddisfazione immediata, e punterai sulle emozioni della convivialità, sul ricordo della spienseratezza, sulla leggerezza; conosci il tuo target e sai che è interessato a questo.
Il tuo business può avere una motivazione leggera, frivola, legata alla spensieratezza, al divertirsi o sentirsi semplicemente più belli, e la tua motivazione profonda può essere semplicemente che il mondo sia più allegro e colorato. La mia, di motivazione profonda, è vedere, in internet, tante belle aziende comunicare bene quello che fanno, perché vorrei che l’web fosse uno spazio di positività condivisa.

Il significato del branding è: sono qui, faccio questo, lo faccio per questo motivo, se sei in sintonia con me facciamo squadra, compra quello che faccio, lavoriamo insieme, parla di me ad altre persone che sai che sono in sintonia con noi, lavoriamo per quello in cui crediamo, per il mondo che ci piace e che ci piacerebbe.
Si chiama anche brand reputation e c’è di mezzo, spesso, un valore condiviso, una visione delle cose molto più ampia del semplice vendere qualcosa.

Se hai un sito chiediti se il tuo sito comunica chi sei, cosa fai, come, dove, quando, per chi, soprattutto perché.
Guardando i siti online sembrerebbe che la maggior parte delle aziende e dei liberi professionisti sappiano a malapena il dove e il quando. Probabilmente tutto il resto, più che non saperlo, si dimenticano di comunicarlo nel sito.
In un certo senso possiamo considerarla una cosa positiva: se facciamo bene questo lavoro sarà più facile distinguersi, avere risultati.
Per la mia esperienza di vent’anni di siti, so che spesso un lavoro di branding iniziale, quando si apre una attività, non viene fatto, o viene fatto ma in modo parziale senza andare troppo in profondità, magari col grafico che si occupa dell’immagine grafica, se ci si affida a un professionista.
Io stessa lavoro in proprio da trent’anni e ho fatto un percorso di personal branding solo 5 anni fa.
Non è stato facile, perché lavorare su se stessi è molto difficile, che si tratti di branding o di re-branding (cioè di una evoluzione-verifica ad attività avviata), soprattutto se non ci si fa aiutare da professionisti (uno sguardo esterno aiuta sempre).

I PASSAGGI PER DEFINIRE IL BRANDING

  • CHI SEI? (la tua storia, le tue competenze)
  • COSA FAI? (i tuoi prodotti o servizi e la loro suddivisione in categorie)
  • COME lavori? (i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli da ribaltare in positivo)
  • PER CHI lavori? (il tuo target, analisi del tuo cliente ideale)
  • DOVE sei? (nella realtà e in internet, analisi della visibilità e della concorrenza)
  • PERCHÉ lo fai? (la tua motivazione)

Questo percorso vale sia per il personal branding nel caso tu sia un libero professionista, sia per le aziende.
Non entro nei dettagli, perché sarebbe troppo complesso, ma per ognuno di questi passaggi bisogna andare ad analizzare bene quello che vogliamo fare e che possiamo fare, con obiettivi precisi.
Come? Prima di tutto scrivendo: scrivi tutto quello che ti viene in mente in mente.
Oppure, se non ami scrivere, parla e registrati, poi ti riascolti e riassumi i concetti fondamentali che ti possono essere utili per la tua comunicazione.
Chiediti: cosa vorresti che le persone dicessero di te, o della tua azienda, quando tu non ci sei?
Cosa vorresti trasmettere, quali sensazioni vorresti evocare con quello che fai?
Quali problemi vorresti risolvere, anche futili, con i tuoi prodotti e servizi, e a chi?
Immagina il tuo cliente ideale: come si chiama, quanti anni ha, come si veste, cosa gli piace, che tipo di luoghi frequenta, dove va in vacanza, cosa guarda in internet, è uomo o donna, ha figli oppure no, che film gli piacciono, che tipo di libri legge, cosa mangia, cosa sogna per il suo futuro.
Se ti fai aiutare da qualcuno è più facile.
Ci sono degli esercizi specifici che si possono fare e professionisti che si occupano esclusivamente di personal branding o di branding e marketing aziendale.
Io stessa me ne occupo parzialmente ogni volta che faccio un sito, se no il sito non funziona.
L’work-book che regalo a chi si iscrive alla newsletter può essere un aiuto iniziale e anche con la mia consulenza gratuita affrontiamo questi argomenti (trovi i link in fondo a questo post).

COME METTERE IN PRATICA LA BRANDING STRATEGIA

Dopo che si sono studiati i concetti di base, le linee guida, le attività di branding all’interno della branding strategy possono essere le più disparate e toccano tutte le fasi del viaggio del cliente: da visitatore a potenziale cliente, a cliente e poi cliente abituale.
Riguardano l’immagine, il linguaggio, la grafica, la comunicazione nel sito, sui social, nella newsletter, se hai un negozio fisico riguardano l’arredamento, ogni tipo di pubblicità che fai, lo stile di tutto ma proprio tutto quello che fai.
La coerenza è fondamentale, per ogni azione che compi ti dovresti chiedere se serve al tuo scopo principale, alla tua motivazione.
Ogni cosa che comunichi deve tener conto del tuo target di riferimento.
Puoi avere una tua guida di stile che serva come traccia e comprenda elementi grafici, stile delle immagini, colori, font, tono di voce dei testi ma anche emozioni, argomenti, idee.
Puoi crearti una tuo mood board, cioè un collage di foto o disegni, per esempio su pinterest, dove metti immagini con le quali ti identifichi, sarà molto utile anche per creare il tuo visual branding, per scegliere colori, stile, grafica, logo.

BRANDING AZIENDALE E PERSONAL BRANDING

Fare personal branding è in un certo senso più intimo, quello che fai corrisponde a quello che sei: le tue motivazioni, il tuo stile. Questo non significa che sia più facile: ci devi comunque lavorare, anche se di solito un libero professionista ha meno prodotti o servizi rispetto a un’azienda, può anche avere un solo target di riferimento, una comunicazione più semplice.
Se sei freelance puoi anche provare a studiare il tuo branding per conto tuo, magari con l’aiuto di un libro, a me è stato molto utile Tutto fa branding di Gioia Gottini.

Più l’azienda è grande e più sarebbe meglio si affidasse a professionisti del marketing e del branding, e prima di partire con un progetto di business importante, bisognerebbe sempre fare un lavoro di analisi e di definizione precisa del branding, è la prima cosa di cui occuparsi.
Ma i principi sono gli stessi, gli aspetti da affrontare anche, è solo più complesso il lavoro da fare.

La gente si innamora di determinati brand, si fida di loro e li considera superiori ad altri. Le persone non solo acquistano ma diventano veri e propri fan dei brand che amano, in modo istintivo, inconscio e emotivo.
Lo facciamo tutti. Compriamo qualcosa o scegliamo un professionista cui affidare un lavoro o andiamo in un ristorante per motivi anche irrazionali, perché “ci ispira”, perché ci sentiamo in sintonia, perché si respira una bella atmosfera.
Poi facciamo finta che sia stata una scelta razionale ma lo sappiamo tutti che di solito non è così.

Questo è a mio parere il branding: quel lavoro affascinante che ci è necessario per riuscire a comunicare bene chi siamo e cosa facciamo, in modo da creare relazioni con persone con cui si è in sintonia.

Hai fatto un lavoro di questo tipo o lo vorresti fare? Ti interessa approfondire l’argomento? Ci sono dei brand di cui sei fan? Questo post ti è stato utile?

[ Photo by Sebastian Fröhlich on Unsplash ]

 


 

Vuoi ricevere la mia newsletter mensile o iscriverti alla mia lista WhatsApp? ISCRIVITI QUI
Avrai un work-book in regalo: “le 9 domande fondamentali”, che ti sarà molto utile se vuoi avere un sito internet ma non sai da che parte cominciare, e riceverai informazioni, consigli, offerte riservate.

Hai bisogno di aiuto per il tuo sito web? Visita il mio sito www.decodo.it con tutti i miei servizi 2020 e poi, per cominciare, prenota la tua CONSULENZA ONLINE GRATUITA.

 


You Might Also Like