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Cos’è la netiquette

Cos'è la netiquette

 

Cos’è la netiquette: significato, regole, netiquette whatsapp, netiquette facebook, netiquette email: questo post parla di questo.

 

Stiamo da tanti anni in internet (io più di venti), ma sappiamo come comportarci?
Non si tratta solo di buone maniere ma anche di conoscere le regole del web per fare in modo che tutto funzioni meglio, che si sprechi meno tempo e che quello che comunichiamo sia chiaro.

COS’È LA NETIQUETTE E PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERLA

La netiquette è “l’etichetta” in internet, sono le regole su come comportarsi. La parola netiquette è l’unione di network e étiquette.
Non sono regole calate dall’alto ma regole che la comunità di internet si è data spontaneamente a metà anni ’90, per agevolare la condivisione e la fruibilità dei servizi.
Sono regole molto semplici, in un certo senso banali, ma spesso (nella mia esperienza) completamente ignorate, che dobbiamo conoscere per non offendere o infastidire le persone senza volerlo e anche per evitare di essere fraintesi: nella comunicazione, a mio parere, la correttezza non ha solo un valore di generosità ma anche di opportunità e utilità. Un messaggio gentile sarà sempre più ascoltato di uno fastidioso.

3 MOTIVI PER CUI DOVREMMO RISPETTARE LA NETIQUETTE

1 – Tutti abbiamo bisogno di regole per convivere e comunicare meglio, le regole ci agevolano, soprattutto se dettate dal buon senso, ci fanno risparmiare tempo e stress.
2 – Spesso dietro l’esigenza di regole ci sono motivi tecnici, per esempio di intasamento e pesantezza, e ci sono società che si tutelano e tutelano i proprio utenti al riguardo, questo significa che se le violiamo non potremo più usufruire di servizi che ci sono utili, e significa anche che non si tratta solo di forma.
3 – Se nel web ci lavoriamo e se vendiamo quello che facciamo, abbiamo la necessità di comunicare in modo efficace, senza fraintendimenti. Le regole ci aiutano, perché se facciamo marketing dobbiamo come prima cosa cercare di non innervosire le persone, che è la peggiore strategia di vendita.

LA E-MAIL NETIQUETTE

Quali sono le tre cose che ti vengono in mente al volo che più ti infastidiscono in internet?
A me infastidiscono le e-mail quando non hanno firma, hanno elenchi di destinatari visibili, sono scritte tutte in maiuscolo.
La mancanza di educazione nelle e-mail mi infastidisce perché, a differenza dei social o dei siti, dalla mia casella di posta non me ne posso andare, è casa mia. E tocca a me ripulirla. Lo spam è una delle cose che più ci infastidiscono in internet perché ci dobbiamo occupare noi di cancellarlo, perdendoci tempo: è un’invadenza.
Ma anche quando non si tratta di spam (che è reato), capita di ricevere e-mail (anche da persone che conosciamo e sembrerebbero corrette nella vita) che risultano fastidiose per la mancata conoscenza delle regole.

Le 7 cose che non dovremmo mai fare quando scriviamo un’email:

  1. Scrivere tutto in maiuscolo.
    In email (ma anche negli sms, nei social, ovunque nel web) non bisogna mai scrivere in maiuscolo, perché scrivere in maiuscolo nel web equivale a URLARE, e bisogna evitare a meno che non si voglia effettivamente urlare il proprio sdegno.
  2. Non scrivere in italiano corretto.
    Infinite liste di puntini di sospensione, gruppi di punti esclamativi senza senso, frasi senza virgole o punti o al contrario virgole ovunque, un po’ a caso. Sembra che nel web ci si dimentichino cose basilari che avremmo tutti dovuto imparare alle scuole elementari: scrivere rispettando la grammatica, con attenzione, e rileggere quello che si è scritto.
  3. Non scrivere l’oggetto dell’email.
    Lasciare vuoto l’oggetto nelle email è antipatico e controproducente. Se vogliamo che ci leggano è meglio che spieghiamo di cosa si tratta, e avere email con il loro giusto oggetto ci aiuta a ritrovarle in un secondo tempo.
  4. Non salutare e non firmarsi.
    Sembra che non abbiamo mai tempo per i dettagli, ma non salutare è solo superficialità, perché oltretutto la firma possiamo metterla in automatico, nelle e-mail, impostandola prima. Nelle email dovremmo sempre salutare, magari sia all’inizio che alla fine, e ringraziare.
  5. Mandare e-mail a elenchi di destinatari lasciando tutti gli indirizzi visibili.
    Questa è una cosa che è anche reato, visto che c’è una legge sulla privacy, ma c’è ancora gente che lo fa. Prima di tutto c’è un sistema per rendere gli indirizzi invisibili (Ccn), ma poi, soprattutto, se si vogliono mandare e-mail a elenchi di persone bisogna utilizzare un servizio apposito di newsletter, con consenso del destinatario.
  6. Non rispondere alle e-mail.
    Se escludiamo lo spam (cui è meglio non rispondere mai), alle email bisogna sempre rispondere, se non altro per far sapere che l’email è arrivata e poi per educazione. Io scarico la posta una volta al giorno, la mattina, e rispondo. Non è difficile. Ci sono anche professionisti che lo possono fare per noi, se non vogliamo occuparcene e abbiamo un’azienda che riceve molta posta, ma è obbligatorio rispondere.
  7. Inviare allegati pesanti, senza avvisare, o molte e-mail insieme.
    Se si devono inviare file, immagini o altro, magari pesanti, meglio utilizzare servizi appositi comodissimi e gratuiti come WeTransfer. In ogni caso bisognerebbe sempre avvisare prima, spiegare quante email si stanno mandando, cosa contengono, e perché.

LA SOCIAL NETWORK NETIQUETTE

Per i messaggi privati che possiamo mandare tramite i social valgono le regole delle e-mail: non scrivere in maiuscolo, salutare, rispondere, scrivere in italiano corretto, rileggere. Non esagerare coi messaggi, non inviare link pubblicitari, catene del tipo “se mandi questo messaggio a 10 amici entro 24 ore avrai soldi e felicità”, inviti mandati a tutti i contatti a raffica senza preoccuparsi se sono persone interessate.

Per quanto riguarda gli spazi pubblici dei social le regole sono quelle della buona educazione e della convivenza. Soprattutto sarebbe il caso di ricordarsi sempre che siamo in uno spazio pubblico. Ci sono dei modi per usare Facebook, per esempio, senza che quello che scriviamo lo vedano tutti i nostri contatti: basta fare delle liste (amici, famiglia, colleghi di lavoro) e ogni volta che si scrive o si condivide qualcosa scegliere chi lo potrà vedere. Dovremmo anche evitare di usare Facebook e gli altri social come “sfogatoio”: è fastidioso per chi ci legge, da vigliacchi (perché lo schermo ci protegge da una possibile reazione) e secondo me non aiuta, perché qualunque cosa stiamo provando rischia di ingigantirsi nella condivisione anziché estinguersi.
Una cosa di cui spesso non teniamo conto è che in internet quello che va online poi non lo si può far tornare indietro, si perde nella rete delle possibili condivisioni e spesso rimane online anche se cancella l’originale. Che siano immagini, testi, filmati, chiunque potrebbe ritrovare in futuro, anche tra molti anni, quello che tu hai postato con leggerezza.

Le 3 cose che non si dovrebbero mai fare nei social:

  1. Parlare pubblicamente di nostre faccende private.
    Probabilmente non a tutti i nostri contatti importano le nostre faccende private o forse neppure capiscono con precisione di cosa stiamo parlando. Spesso abbiamo amici nei social che in realtà non conosciamo o coi quali abbiamo pochissima confidenza, quindi non ha senso che vengano a conoscenza di cose che nella realtà non gli diremmo mai, che siano belle o brutte. Non dovremmo mai condividere le nostre emozioni negative pubblicamente, magari senza neppure specificare con chi ce l’abbiamo e perché. Ma non è neppure educatissimo condividere le nostre emozioni positive, a mio parere, se non sono di interesse di tutti. Bisognerebbe sempre soffermarsi caso per caso e non agire d’impulso. Soprattutto non dovremmo mai parlare di altri, pubblicamente, a loro insaputa. Se citiamo qualcuno meglio taggarlo, anche se pubblichiamo delle immagini che lo riguardano, in questo modo avvertiamo e diamo la possibilità di togliere il tag. Ma sarebbe meglio chiedere prima.
  2. Prendere dal web qualunque cosa ci piace e metterla online senza citare la fonte.
    Questa è una cosa che mi manda in bestia da quando col blog una decina di anni fa mi battevo contro i plagi. Vedo spesso persone che scrivono frasi, postano foto e poi sotto scrivono “dal web”, come se fosse normale.
    Le cose che sono nel web non sono nostre, non si possono prendere e farne quello che vogliamo, se condividiamo qualcosa lo possiamo fare mantenendo la fonte d’origine, citando l’autore, e sempre solo dopo aver controllato che questo materiale non sia soggetto a copyright.
  3. Inviare inviti a iscriversi a pagine e gruppi a tutti i contatti.
    Spesso invitiamo tutti i nostri amici a iscriversi alla nostra pagina aziendale o a una pagina che ci piace o a un gruppo senza preoccuparci che sia di loro interesse, magari riinviando l’invito perché non è stato accolto. Non si fa, non solo perché insistere è fastidioso ma anche perché dal punto di vista del marketing avere fan, in una pagina o account social, che non sono interessati all’argomento, non è utile.

LA NETIQUETTE DI WHATSAPP

Ormai lo usiamo tutti quanti, gli sms non li mandiamo più. Ma lo sappiamo usare? Certo, vale il discorso fatto sopra sui messaggi privati, ma spesso l’immediatezza dell’invio di un sms oltretutto gratis rende questo social insidioso.

Le 3 cose che non si dovrebbero mai fare in WhatsApp:

  1. Usarlo per pubblicizzarsi senza aver chiesto il consenso prima.
    Mandare a tutti i nostri contatti messaggi con link o immagini, pubblicizzando i nostri prodotti o servizi o anche solo cose che ci piacciono; è fastidioso e rischia di farci mettere in lista nera e di ottenere l’effetto contrario. Io per esempio silenzio le notifiche di persone o di gruppi che mi infastidiscono, e in questo modo i messaggi finisco col non vederli più, o vederli molto in ritardo. Le liste WhatsApp possono essere utilizzate per inviare vere e proprie newsletter, ma solo a persone che si sono iscritte a questo servizio, come invito a fare anche io nella pagina della mia, di newsletter.
  2. Non rispondere ai messaggi.
    Che si tratti di amici, conoscenti, clienti, meglio rispondere sempre, magari non subito ma appena si riesce. Io ho l’abitudine di non attivare la rete dati quando esco se non in casi eccezionali, perché non voglio distrazioni quando vado in bici e comunque spesso quando sono in giro non lo sento neppure, il telefono, quindi spesso i messaggi li vedo quando rientro, ma poi rispondo, sempre.
  3. Esagerare con troppi messaggi o messaggi pesanti.
    Le stesse regole delle e-mail valgono anche per i messaggi: salutare, ringraziare, scrivere in modo corretto e comprensibile, rileggere (soprattutto perché lo smartphone spesso “corregge” quello che scriviamo in modo tutto suo, a volte esilarante). Soprattutto non dovremmo inviare spesso messaggi con file pesanti, immagini, filmatini, storielle, aforismi, barzellette, vignette, link, catene, inviti, magari continuamente durante la giornata, perché non si ha niente da fare, a gente cui di quelle cose non interessa. Il risultato sarà che ci ignoreranno silenziandoci o bannandoci.
    Questi sono anche i casi in cui è forse meglio non rispondere, per far capire che non si è gradito e non alimentare altri invii.

La netiquette non fa parte solo della nostra vita privata di relazione, che quelli potrebbero anche essere considerati fatti nostri, ma soprattutto è parte integrante della nostra comunicazione aziendale e lavorativa, del nostro marketing, dei nostri rapporti con clienti, fornitori, collaboratori, dipendenti.
Credo che la cura debba essere nei particolari: una firma curata nell’e-mail, la gentilezza di una risposta adeguata, la delicatezza del non infastidire oltre sono premianti, a mio parere, quando si fa marketing, perché denotano uno stile.

Un concetto utile molto diffuso nei social è quello delle tre porte, che pare sia un proverbio arabo, anche se io ero convinta fosse buddista, ma si sa, tutte le religioni dicono una cosa molto simile: non comportarti con gli altri come non vorresti che loro si comportassero con te, e questo è il senso del proverbio, quindi tutto torna. Circola anche con la variante di cinque, come acronimo di think. Il succo è: prima di parlare, pensa. Che nell’era di internet significa anche: prima di scrivere qualunque cosa ti è venuta in mente nei social o in un messaggio, pensa.

 

Quando stai per dire una cosa chiediti: è vera? necessaria? gentile? Se non risponde a questi tre requisiti probabilmente è il caso di tacere.

THINK: True, Helpful, Inspirational, Necessary, Kind.
Prima di scrivere o parlare pensa se quello che stai per dire è vero, utile, d’ispirazione, necessario, gentile.

 

Ho dato per scontato che i visitatori di questo blog non abbiano bisogno di sapere che nel web non si devono insultare o denigrare le persone, altra regola della netiquette, e probabilmente molte di queste regole le conoscevi già.
Ma i miei post li scrivo prima di tutto per me e ti posso assicurare che sul tavolino del mio soggiorno c’è un foglietto, da anni, sotto un seme a forma di cuore, dove ho scritto tre parole da ricordare: vero, necessario, gentile.

[ Photo by Shawn Rodgers on Unsplash ]

 


 

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