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Come farsi trovare su Google

Come farsi trovare su Google

 

Come farsi trovare su Google, come indicizzare il sito web su Google, cosa significa indicizzarsi e come funziona, differenza tra indicizzazione e posizionamento: questo post parla di questo.

 

Hai fatto un sito, è on-line, ma non lo vedi in Google. Come mai?
Sai che è importante essere in Google perché è lì che ti trovano le persone, ma cosa serve, come funziona?

COME FA GOOGLE A TROVARE IL TUO SITO?

Prima di tutto chiariamo una cosa: non devi fare nessuna iscrizione o segnalare il tuo sito, sarà Google che troverà te.
Google non è altro che un enorme archivio di siti web e ha interesse che nel suo archivio ci siano più siti possibile, soprattutto se sono di qualità, utili alle persone che entrano in Google per cercare qualcosa.
Google vuole che i suoi utenti siano soddisfatti, che cerchino qualcosa, la trovino, ritornino.

La strategia di Google è fornire un servizio gratuito ed efficiente, essere il punto di riferimento di chiunque cerchi qualcosa in internet e poi guadagnare con le inserzioni a pagamento, ma accogliendo nell’enorme archivio tutti gratuitamente, cioè per essere indicizzato, per essere nell’archivio, non devi pagare (questo è importante perchè se così non fosse i risultati non sarebbero basati sulla qualità e la pertinenza ma su chi paga e chi no).

Come fa Google a trovare i siti web?
Attraverso Googlebot, il suo crawler (scandagliatore), che analizza in profondità l’web seguendo soprattutto i link di altri siti, trova i siti nuovi e li indicizza, con dei suoi criteri di catalogazione, che sembra siano circa 200.
Anche dopo averlo indicizzato, continuerà a venire a visitare il tuo sito periodicamente, per registrare eventuali modifiche e variare di conseguenza l’indicizzazione.

Come si fa per sapere se si è presenti?
Si scrive site:tuodominio.ext nello spazio per la ricerca, dove invece di tuodominio scrivi il tuo dominio e invece di ext l’estensione (.it, .com, .net, ecc…). Per esempio site:stellapederzoli.it

Se il sito non è presente cosa significa?
Forse chi ha fatto il sito non si è accorto che ci sono dei parametri sbagliati, nofollow, nel metatag robots, per esempio. O qualcosa di simile è successo nel file robots.txt, che è il file che dà le istruzioni a Google.
Oppure è un sito nuovo e Google non si è ancora accorto che esiste (ma a me, per esempio, è successo che questo dominio, appena registrato nel 2015, me lo son trovato indicizzato subito in Google probabilmente tramite il provider).
Può anche essere che il sito sia stato penalizzato per pratiche illecite, per esempio testo nascosto o pagine reindirizzate, pratiche che erano molto diffuse molti anni fa e adesso per fortuna non più (perché in realtà falsavano completamente i risultati).

DIFFERENZA TRA INDICIZZAZIONE E POSIZIONAMENTO

Comunque supponiamo che ci sei. Questo vuole dire che le persone ti troveranno?
Non è detto. Dipende. Prima di tutto da quali parole chiave usano per cercarti. Poi dalla concorrenza.
Per essere trovato, oltre che essere presente, devi anche essere ben posizionato e con le parole chiave specifiche che ti riguardano (che sono quasi sempre gruppi di parole).

Spesso si usa la parola indicizzazione quando in realtà si intende dire posizionamento.
Immagina che esistano cento siti che parlano di un argomento, per esempio “come costruire un aeroplanino di carta”. Google ha nel suo archivio questi mille siti, che hanno al loro interno questa frase o frasi simili e attinenti, li ha trovati, e archiviati.
Ha usato un suo criterio con una serie di parametri (il suo famoso algoritmo che nessuno conosce con precisione e ogni tanto cambia) per decidere quale è migliore e quale no, cioè quale risponde meglio alla ricerca “come costruire un aeroplanino di carta”, perché non vuole assolutamente che chi cerca informazioni per costruirsi un aeroplanino rimanga deluso.
Google fa una classifica e mette prima i siti che considera più pertinenti, di qualità, autorevoli.
La posizione che il tuo sito ha in questa classifica è il suo posizionamento ed essere oltre le primissime pagine può equivalere al non esserci affatto, perchè le persone difficilmente guardano oltre la seconda pagina.

COME FARSI TROVARE SU GOOGLE?

Per rispondere a questa domanda in realtà ci vorranno parecchi post.
A questo punto entra in gioco un lavoro molto affascinante, che si chiama seo (search engines optimisation, ottimizzazione per i motori di ricerca) e che è tutto quello che si fa per fare in modo che i siti web vengano indicizzati nel modo giusto e ottengano un buon posizionamento.
Gli specialisti seo studiano e fanno test continuamente per capire come funziona il famoso algoritmo di Google, che ogni tanto cambia e negli ultimi anni sempre di più ha come obiettivo la qualità dei contenuti, per una buona esperienza utente, senza trucchi.

Il lavoro seo è complesso. Si lavora sui contenuti, sulla struttura del sito, sul codice.
Ma anche sulle relazioni che il sito ha, quanto viene citato, linkato.

Il sito deve avere una struttura creata tenendo conto della seo, poi ogni pagina deve essere progettata per un gruppo di parole chiave specifiche, di uno specifico argomento.
Tutto si basa sulle parole chiave.
La prima cosa, in un certo senso la più facile, è posizionarsi col proprio nome o col nome dell’azienda, soprattutto se non esistono altre aziende o persone con lo stesso nome.
Parole chiave con cui posizionarsi sono poi quelle che descrivono le attività di cui ti occupi, i servizi o prodotti che vendi, i problemi che il tuo target può avere e che tu puoi risolvere.

TRE CONSIGLI PER POSIZIONARSI BENE IN GOOGLE

  1. Il primo consiglio è curare la qualità dei contenuti, scrivere testi davvero approfonditi, con un titolo della pagina pertinente, su un unico argomento per ogni pagina, testi formattati bene, piacevoli da guardare, magari avendo prima controllato quali parole chiave su quello specifico argomento sono più ricercate dalle persone in Google (e su come si fa farò un post).
  2. Il secondo è ottimizzare lo snippet, ma su questo argomento farò uno specifico post. Lo snippet è quello che si vede nei risultati di ricerca di Google, composto da titolo, url e descrizione della pagina. Cioè curare i metatag.
  3. Il terzo consiglio è la semplicità: leggerezza e velocità di caricamento delle pagine prima di tutto, ma anche chiarezza in modo che la comprensione da parte dell’utente sia immediata, può sembrare una cosa più da ux che da seo, cioè più da esperienza utente che da posizionamento nei motori, ma in realtà queste due discipline sono sempre più collegate tra loro e di cosa sono di preciso la seo e la ux parlerò nei prossimi post).

Piccola parentesi autobiografica.
Tempo fa (più di 10 anni di sicuro) la seo veniva fatta in un modo completamente diverso e a me non piaceva per niente.
C’erano aziende specializzate che vendevano servizi anche parecchio costosi, promettendo il posizionamento con determinate parole chiave. Venivano fatte scegliere le parole chiave al cliente e si faceva pagare un costo per ogni parola chiave per cui il sito si posizionava, senza neppure preoccuparsi se le parole chiave fossero realmente cercate dalle persone oppure no.
Poi si lavorava sul codice della pagina senza modificarla esteticamente e senza cambiare il testo che il cliente aveva fornito. Veniva inserito nella pagina del testo non visibile, ma che il motore di ricerca leggeva, e che ovviamente non corrispondeva ai contenuti veri della pagina, che a volte erano addirittura inglobati in un filmato flash per cui non visibili da Google.
Venivano anche create delle pagine “finte”, dove si inserivano le parole chiave in maniera massiccia e che però non venivano viste dall’utente perchè immediatamente reindirizzate alle pagine vere.
Queste tecniche portavano a risultati davvero pessimi, perchè l’utente che stava cercando qualcosa non sempre si ritrovava in una pagina attinente e di qualità. Google ha così deprecato queste tecniche, penalizzando i siti che le contenevano, e chi lavorava in ambito seo si è creato delle competenze che hanno soprattutto a che fare con la qualità dei contenuti. Con un netto miglioramento sia per le aziende che per gli utenti che cercano qualcosa.

Concludendo, non è scontato che se il tuo sito è online sia anche automaticamente in Google, e non è detto che se il sito è in Google le persone lo trovino quando cercano qualcosa di attinente i tuoi contenuti.
Farsi trovare su Google non è affatto una cosa semplice, ci vuole un lavoro molto specifico e complesso che si chiama seo (search engine optimisation) e per le parole chiave più cercate c’è molta concorrenza.
Solo se è stato fatto un lavoro di seo, almeno di base, il tuo sito sarà presente nei primi risultati di ricerca, cioè nelle serp (search engine results pages), nelle prime pagine, con parole chiave importanti, e le persone che stan cercando contenuti come il tuo ti troveranno.

Hai un sito e non è in Google? Sapevi la differenza tra indicizzazione e posizionamento? Questo post ti è stato utile?

[ Photo by Clay Banks on Unsplash ]

 


 

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