erbe spontanee

Fiori di robinia o acacia

Pianta di robinia coi fiori

Adesso è il momento. Fiorisce questa pianta bellissima che è ovunque e fa fiori bianchi a grappolo commestibili e profumatissimi. Si chiama robinia ma viene anche chiamata acacia e colora di macchie bianche le colline, in questa stagione, con il sambuco, altra pianta interessante dal fiore commestibile.

I fiori di robinia sono usati soprattutto per essere fritti in pastella e per fare frittelle dolci.
Io non friggo mai e neppure mangio zucchero da anni, punto sempre su ricette salate, semplici e leggere. Ne trovate alcune con la robinia anche nel nuovo i-book che ho preparato per gli iscritti alla newsletter (la prossima il 4 maggio, ci si iscrive qui).
Si possono semplicemente mettere i fiorellini singoli tolti dal gambo nelle insalate a crudo, o si possono aggiungere alle minestre a fine cottura per un aroma originale. Si possono leggermente appassire in padella aggiungendoli ad altre verdure spadellate per accompagnare pasta o cereali.
Il profumo è forte ma il gusto è delicato. Si possono aggiungere ad un pesto di asparagi crudi (non ci avevate pensato, eh?).
I fiori di acacia si utilizzano anche secchi, per le tisane.
La primavera è generosissima ma veloce. Non si riesce a star dietro a tutte le erbe che crescono e in un attimo già sono andate a seme. Si cerca quindi di conservare un po’ di questa abbondanza, se si può, per le altre stagioni.

Fiori di robinia

Il vero nome di questa pianta di cui è piena la pianura padana è Robinia Pseudoacacia. Raggiunge altezze notevoli e ha degli spini grossi sui rami. È commestibile solo il fiore, non le foglie o il fusto.
Ha proprietà fitoterapiche, soprattutto per problemi di stomaco ed esofago.
Proprietà emolienti, rilassanti, antisettiche e antinfiammatorie.
Contiene minerali (calcio, fosforo, ferro, magnesio, sodio, potassio, zinco), vitamine (A, B1, B2, B3), oli essenziali, proteine (uh ma sono ovunque queste proteine!), fibre, carboidrati.

 

 


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