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Cos’è Google Analytics e come funziona

 

Google Analytics: cos’è, come funziona, come leggere i dati principali, le alternative e perché, a mio parere, non possiamo guardare solo i numeri: questo post parla di questo.

 

Google Analytics è uno dei tanti servizi gratuiti online di Google e si tratta di dettagliate statistiche d’accesso al sito web. Statistiche che ci dicono quante persone entrano nel sito, quali pagine visitano, per quanto tempo, da dove arrivano, e un sacco di altre cose, tutto questo tramite i cookies (famosi biscottini che registrano cosa fai online).

Per utilizzare questo servizio ti basta andare alla pagina Google Analytics, fare il login con i tuoi dati d’accesso a Google, oppure creare un nuovo account Google.
Inserisci l’indirizzo del tuo sito e ti verrà fornito un codice di monitoraggio, copi lo script, lo incolli nell’head del tuo sito (se usi WordPress puoi usare un plugin), e da quel momento ogni movimento all’interno del tuo sito viene tracciato da Google (e devi avere una informativa sui cookies nel sito).
Perché Google offre questo servizio gratuito? Perché questi dati sono preziosi per Google che li utilizza per le campagne Google Ads, la pubblicità che è la sua principale fonte di guadagno, più dati ha a disposizione e meglio potrà fornire agli inserzionisti delle campagne mirate.

ALTERNATIVE A GOOGLE ANALYTICS

Esistono altri servizi simili? Si, parecchi, sia gratuiti che a pagamento.
Di solito i provider offrono statistiche d’accesso al sito, senza cookies, comprese nell’hosting, con tutte le metriche (i dati) di base. Il mio, Register, ha AWStats.
Dietro alla scelta di utilizzare alternative a Google Analytics ci sono argomenti molto interessanti spiegati bene in questo articolo: Le 11 Migliori Alternative a Google Analytics per una Potente Raccolta Dati.
La privacy, prima di tutto, che non è un aspetto da sottovalutare, e la semplicità d’utilizzo. Molte di queste alternative a Google Analytics infatti puntano sulla semplicità (consapevoli che Google Analytics non sia certo semplice) e sul fatto che non tracciano dati sensibili e rispettano la privacy delle persone.
Google Analytics non è un semplice servizio di statistiche d’accesso, è uno strumento di marketing complesso, utile agli esperti che si occupano di marketing per monitorare l’efficacia di campagne Google Ads o altre azioni, non è certo uno strumento le cui funzionalità complete siano alla portata di tutti. Ma tutti possiamo utilizzarlo per leggere le informazioni di base degli accessi al sito, le metriche principali.

COME LEGGERE I DATI PRINCIPALI DI GOOGLE ANALYTICS

I dati e le funzionalità di Google Analytics sono tanti, ma se non siamo esperti possiamo guardare i dati principali (metriche). La terminologia è di solito simile per tutti i servizi di statistiche.
Nella home page abbiamo il colpo d’occhio su tutte le informazioni principali: quanti utenti sono entrati nell’arco di tempo prescelto (per esempio gli ultimi 7 giorni), con quale frequenza di rimbalzo, da dove arrivavano (questa è forse la cosa più importante), che dispositivo usano, quali pagine hanno visitato e quanti utenti sono attivi in tempo reale.

Cliccando su PANORAMICA DEL PUBBLICO potrai vedere:
UTENTI – le persone che sono entrate nel sito
NUOVI UTENTI – le persone che sono entrate nel sito per la prima volta
VISUALIZZAZIONI DI PAGINA – quante pagine sono state viste
FREQUENZA DI RIMBALZO – la percentuale di persone che sono entrate nel sito e sono uscite senza vedere altre pagine
DATI SUGLI UTENTI – lingua usata, paese, città, browser, sistema operativo, fornitore di servizi, risoluzione dello schermo
SESSIONI – spazi temporali in cui vengono registrate azioni, da parte di un singolo utente, nel sito

La sessione a mio parere è un parametro poco importante per un non-esperto (come me), che spesso fa fatica a capire di cosa si tratta. Le sessioni non corrispondono necessariamente alle visite, possono durare un massimo di 4 ore e se non ci sono interazioni per mezz’ora la sessione viene considerata chiusa, per riaprirne una nuova se la persona ricomincia ad essere attiva. Anche se si accede da un diverso dispositivo viene considerata una sessione nuova, e allo scadere della mezzanotte la sessione viene considerata chiusa e ne viene aperta una nuova. Anche se un utente entra nel sito da risultati organici e entra una seconda volta nel sito da risultati a pagamento son considerate due sessioni. Se invece un utente torna nel sito in un secondo momento entro mezz’ora sempre direttamente, per esempio dai preferiti o scrivendo l’indirizzo o tornando indietro col pulsante del browser viene considerata una unica sessione. Se clicca sullo stesso annuncio due volte vengono considerate due sessioni.

Cliccando su RAPPORTO ACQUISIZIONE puoi vedere da dove arrivano le persone:
Direct – vuole dire che sono entrate nella pagina direttamente, per esempio dai preferiti del browser
Organic search – dai motori di ricerca (ma non con inserzioni a pagamento)
Social – da un link nei social (bisogna cliccarci su per sapere quali social)
Referral – da un link in un altro sito web (bisogna cliccarci su per sapere quali siti)

Questi sono i dati base più importanti e utili. Se hai un blog con WordPress puoi vedere questi dati in modo molto più comodo installando un plugin (anche di Google Analytics), io uso su questo blog da anni le statistiche di Jetpack che trovo comode e semplici, pochi dati essenziali in un attimo.

QUANTO CONTANO LE STATISTICHE D’ACCESSO

Sono importanti le statistiche? Ti diranno tutti che sono importantissime, che bisogna monitorare e analizzare i dati, ma io, che sono per le cose semplici e anche una voce, spesso, fuori dal coro, ti dico che si, sono utili, ma fino ad un certo punto.
Nel marketing, come in tutto quello che ha a che fare con le persone e con le scelte delle persone a mio parere l’irrazionalità è così dominante che puntare troppo sui numeri può essere un limite.
Quindi lasciamo l’analisi particolareggiata dei dati agli esperti di marketing che li sanno interpretare e a chi, per esempio, si occupa delle nostre Google Ads. Loro sapranno come utilizzarli per monitorare le campagne annunci e non farci sprecare soldi (almeno si spera). Ma puntiamo su una strategia globale che sia incentrata sulle persone più che sui numeri.

LA COSA IMPORTANTE CHE LE STATISTICHE NON TI DICONO: IL PERCHÉ

C’è una cosa importante che a mio parere si tende a dimenticare quando si ha un approccio troppo “matematico”.
I numeri sono utili, certo, per capire quante persone entrano nel nostro sito, quanto tempo ci stanno, da dove arrivano, ecc… ma non ci dicono le cose più importanti e cioè perché le persone entrano nel sito, a quale scopo, con quali aspettative. Non ci dicono perché escono subito dal sito, perché non cliccano su altri link, perché non si iscrivono alla newsletter, eccetera.
Cercavano altro? Qualcosa non gli è piaciuto? O gli è piaciuto ma si son salvati il link per leggere in un altro momento? Son cose che non sapremo mai consultando le statistiche, forse sarebbe difficile avere queste informazioni perfino chiedendo direttamente alle persone, perché spesso di agisce d’istinto.

Il marketing è fatto di esperimenti, ipotesi, di dati interpretabili.
Tutte cose che hanno una parte irrazionale molto rilevante. Tutti i guru del settore ti diranno che le persone acquistano emotivamente e impulsivamente. E comprare è un atto in cui mettiamo soldi per cui cerchiamo di solito di usare anche la razionalità, di valutare costi e benefici. Figuriamoci cliccare su un link o iscriversi a una newsletter, dove non rischiamo di perdere niente. Se una cosa “ci ispira” ci clicchiamo su. Non è un dato molto controllabile, no? Quindi guardiamoli, i numeri, come sintomo, ma non facciamoci condizionare in modo negativo.

La frequenza di rimbalzo ci dice che una persona che è entrata in una pagina poi è uscita senza vedere altre pagine, ma siamo sicuri che sia sempre un dato negativo? Quando pubblicizzo un mio post nei social, per esempio, credo sia normale che le persone entrino a leggerlo e poi se ne vadano. E, in generale, non sappiamo chi è che se ne va: potrebbe essere una persona che non è assolutamente adatta a noi, chi lo sa. Ci interessano visite utili, ci interessano clienti potenziali. Bisogna anche aver la pazienza di aspettare il cliente giusto e non puntare al cliente qualsiasi.
Abbiamo fatto un lavoro di analisi, strategia, contenuti proprio per selezionarli, i clienti. Perché stupirsi se se ne vanno?
I dati ci indicano la quantità ma a noi interessa anche la qualità, delle visite.

Se un sito funziona lo vedi dalle conversioni più che dalle visite e per vedere le conversioni certo possono essere utili le statistiche ma se un utente ti contatta tramite form ti arriva l’e-mail, se si iscrive alla newsletter te ne accorgi dal gestionale della newsletter, se fai campagne di FacebookAds o GoogleAds hai le statistiche specifiche delle campagne per vedere visite e conversioni.
Un sito funziona se ti arriva un’e-mail di qualcuno che ti ha trovato in Google, ti dice che gli è piaciuto il tuo sito e diventa tuo cliente.
Non sto dicendo che i numeri e le statistiche d’accesso non contino, sto solo dicendo che non bastano, perché quello che conta di più, a mio parere, e che spesso manca (lo dico da cliente), qualunque cosa offri, non solo on-line, è il contatto diretto con le persone. Conta chiedere alle persone da dove sono arrivate e perché ti hanno contattato, conta sapere chi sono. Conta rispondere se ti mandano un’e-mail, ringraziare se ti mandano un feedback anche se negativo, conta chiedere cosa non ha funzionato a chi ti ha detto di no, conta parlare e ascoltare. Creare relazioni.

Hai un sito e usi delle statistiche? Sai se il tuo provider ti fornisce le statistiche? Quante volte le hai guardate negli ultimi mesi, le tue statistiche d’accesso, se le hai? Questo articolo ti è stato utile?

[ Photo by Alvaro Reyes on Unsplash ]

 


 

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