le belle aziende del futuro

Il futuro delle piccole aziende biologiche

La rete del bio - piccole aziende biologiche

Il futuro è delle piccole aziende biologiche?
Parlo sempre di “belle aziende del futuro”, ma davvero il futuro è delle aziende piccole, bio, artigianali, di cibo ma non solo, di cui è piena l’Italia?
Qualche giorno fa leggevo questo brevissimo articolo di slowfood, poi sabato ho fatto un salto al Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, e qualche dubbio viene.

La grande industria e la grande distribuzione si stanno occupando sempre di più di biologico, di naturale, di ecologico. A volte è addirittura imbarazzante vedere certi nomi abbinati al bio. Vanno dove va il mercato, hanno capito che c’è richiesta. Io mi fido poco di chi con una mano sporca e con l’altra fa finta di pulire. Ma non generalizzerei.

Dall’altra parte ci sono tante aziende, piccole, spesso giovani gestite da giovani, biologiche, innovative, un po’ nascoste, che tutelano il territorio, la biodiversità, soprattutto producono senza inquinare e intossicare tutti quanti, mediamente più credibili. Ma non generalizzerei.

Di quali sarà il futuro?
Parlo sempre di quanto sia importante fare acquisti consapevoli, scegliere produttori che rispettino l’ambiente, la terra, la Terra, gli animali, le persone. Piccoli produttori. Perchè il bio per essere autentico deve essere piccolo, artigianale, fatto con cura. E incontro sempre più spesso questi produttori, ne sto conoscendo di tutta Italia, grazie a La rete del BIO.
Credo davvero che se i piccoli si uniscono possono cambiare il mondo.
Però a volte qualche dubbio viene.

Niente è bianco o nero, si sa, per cui non stupisce che i piccoli produttori non sempre facciano prodotti di qualità e che ci siano casi come quello dell’articolo.

Secondo la mia esperienza da cliente il problema però non è la qualità dei prodotti.
Nelle piccole aziende che conosco la qualità è mediamente buona, c’è competenza, passione.
Quello che manca, quasi sempre, è tutto il resto.

La comunicazione, l’immagine aziendale (dal logo al materiale cartaceo, al packaging curato quando non sono prodotti freschi), le informazioni, un minimo di segnaletica, l’accoglienza e la cura del cliente (promozioni, newsletter, un minimo di fidelizzazione), la possibilità di acquistare semplicemente. In una parola il marketing.
Spesso tutte queste cose, fondamentali in qualunque attività commerciale, in queste piccole aziende sono inesistenti.
Devi fare la caccia al tesoro per capire cosa vendono, dove e quando. Li trovi per caso, il sito non ce l’hanno, se ce l’hanno è pieno di errori, la pagina facebook non l’aggiornano mai e fuori dall’azienda non c’è neppure un cartello con scritto il nome.
E a te, da cliente, passa la voglia.
E vai al supermercato (che sempre di più ti vende l’illusione di comprare prodotti sani).

Quindi la mia risposta è: si, il futuro è delle piccole aziende perchè la gente è sempre più interessata a comprare direttamente dai produttori, ma solo se queste piccole aziende imparano a comunicare e organizzarsi bene.

La rete del BIO è nata proprio per aiutare chi compra a trovare le aziende e per aiutare chi vende a comunicare meglio quello che fa. Mi aiutate a farla crescere?

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