Pasta, riso e cereali

Kitchari con riso basmati integrale

Kitchari con riso basmati e lenticchie rosse

 

Il kitchari è un piatto unico indiano che ho conosciuto con questo nome ultimamente, come ingrediente unico di una monodieta ayurvedica di una settimana in preparazione dell’autunno da fare a cavallo dell’equinozio a settembre che però non ho seguito perchè non sono riuscita ad organizzarmi e a rinunciare alla frutta alla mattina.
Le monodiete sono perfette per disintossicarsi, per risolvere piccoli problemi di salute, per rilassarsi, svuotare la mente e in questo caso per riscaldarsi e affrontare il cambio di stagione.

Il piatto completo a base di cereali, legumi e verdure è anche la base della cucina macrobiotica, solo con meno spezie di questo indiano, ma in tutte le culture questo è il cibo base da secoli, che fornisce tutti gli alimenti nutritivi in modo semplice, come dice il grande Franco Berrino è “Il cibo dell’uomo”.
Ultimamente sono di moda le Buddha Bowls che non sono altro che una variante di questo piatto unico: cereali, legumi, verdure, messi in una ciotola. A volte anche con verdura cruda, salsine… Io preferisco le versioni più frugali.

Se volete fare la monodieta di ispirazione ayurvedica col kitchari di una settimana tenete conto che dovete mangiare solo questo, tutti i giorni, tre volte al giorno, e non va messo in frigo, va preparato fresco, anzi caldo, ogni giorno. La mattina bisogna mangiare il più tardi possibile per sfruttare la disintossicazione naturale dell’organismo, la sera bisogna mangiare presto per non andare a dormire prima d’aver digerito. Si può bere del tè verde leggero, durante la giornata, nient’altro, meglio ancora tisane di erbe depurative. Il kitchari lo si può mangiare a volontà, non è una dieta dimagrante, ma autoregolandosi.

Di queste monodiete mi piace la semplicità, trovo che oltre a fare un gran bene all’organismo essendo molto digeribili, disintossicanti e depurative liberano anche la mente, la monotonia permette di pensare meno. Una settimana dura poco ma se avete un’alimentazione onnivora fate un periodo di transizione prima e uno dopo la monodieta, perchè la disintossicazione del cambiamento di alimentazione può essere anche pesante e va modulata. Tutto dipende da come mangiate abitualmente.

Il kitchari in tutte le sue varianti può diventare un’abitudine quotidiana anche senza monodieta, per esempio tutte le sere. Questa è un tipo di alimentazione comoda, completa, economica, facile da cucinare e da gestire (bastano poche verdure fresche, gli altri ingredienti sono a lunga conservazione), veloce da preparare se si escludono i tempi di cottura (e si può anche usare la wonderbag e trovarsi la cena pronta la sera). In questo caso è anche un piatto unico anche senza glutine e vegetale, ma si può usare del burro chiarificato (anni fa lo facevo in forno, è buonissimo e la medicina ayurvedica lo considera curativo) e si possono usare cereali con glutine come orzo, farro, avena, insomma si può fare come si preferisce in talmente tante varianti di cereali e legumi da non annoiarsi mai.
Vi ho convinto?


Kitchari con riso basmati integrale, lenticchie rosse, fagiolini e carote

200 g di riso basmati integrale
2 cucchiai di lenticchie rosse decorticate
2 carote medie a dadini
una ventina di fagiolini piccoli a pezzetti
due spicchi di aglio schiacciato
un pezzetto di zenzero fresco tritato fine
olio di sesamo
spezie tritate
( nel mio caso semi di finocchio, cumino, coriandolo, anice, fieno greco, cannella, chiodi di garofano, pepe nero)
curcuma in polvere
un pizzico di sale integrale
il succo di un limone
prezzemolo fresco tritato

Ho scaldato nella pentola di ghisa un giro di olio di sesamo e ho aggiunto l’aglio, lo zenzero, le spezie tritate, dopo qualche minuto ho aggiunto i fagiolini e le carote tagliati a pezzettini piccoli, ho mescolato bene per fare insaporire e ho aggiunto due tazze di acqua calda, il riso e le lenticchie.
Quando ha preso il bollore ho abbassato la fiamma al minimo e ho lasciato cuocere circa 40 minuti, verso fine cottura ho aggiunto il sale e la curcuma, poi ho spento e ho lasciato finire di cuocere ancora 5/10 minuti (la pentola di ghisa mantiene bene il calore e continua la cottura).
Prima di mangiare ho aggiunto il succo di limone e il prezzemolo tritato (va bene anche coriandolo in foglie).


Si presta ad innumerevoli varianti, la cosa importante è che ci sia un cereale, un legume, due o tre verdure, delle foglie verdi alla fine. Al posto del riso si possono usare grano saraceno, quinoa, miglio, orzo, farro. Al posto delle lenticchie decorticate si possono usare altri legumi, magari in fiocchi, come piselli o ceci. Al posto dell’olio di sesamo si può usare olio d’oliva o di cocco. Si possono variare le spezie come si preferisce. Anche le verdure, basta che siano di stagione (meglio però non usare solanacee se si vuole seguire il principio curativo). Il kitchari lo si può cucinare più liquido, a minestra, o più asciutto, a risotto.
Con queste dosi ne vengono 3/4 porzioni ma io me lo mangio tutto a cena. E prima mi mangio anche l’insalata cruda mista. Meglio comunque abbondare perchè è buono anche riscaldato.

NB – qualunque ingrediente io usi è biologico, se esotico è equosolidale


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