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La cottura passiva

wonderbag - la cottura passiva

L’altro giorno parlavo di alimentazione dove vado a comprare la verdura (direttamente nei campi). Di crudismo, macrobiotica, eccetera. Le persone associano sempre alla parola macrobiotica due pregiudizi: è triste e ci vuole un sacco di tempo. C’è una base di verità, ma si tratta di decidere su cosa mettere maggiormente l’attenzione. Il fatto che la macrobiotica possa essere triste è vero ma dipende da chi cucina! Se cuciniamo colorato, ispirandoci alla macrobiotica ma senza essere rigidi, la nostra cucina sarà allegra.
Ma è del tempo che volevo parlare. Il pregiudizio è dovuto al fatto che nella macrobiotica si usano cereali integrali e legumi e ci vuole parecchio a cuocerli. Ed è vero. Ma relativamente. Ci vuole un’oretta per del riso integrale, venti minuti per quinoa, miglio, grano saraceno. Lo stesso per i legumi, si va dai venti minuti all’ora e mezza dei ceci, anche se la cottura si velocizza con l’ammollo e con la kombu, ma soprattutto queste cose si cuociono da sole. E si cuociono anche a fuoco spento. È la cottura passiva. Basta organizzarsi. E avere una wonderbag 😉 (Ma anche solo una pentola decente.)
Vuoi mangiare il riso integrale a cena ma devi andare a lavorare e stai via tutto il giorno?
La mattina misuri 2 tazze di acqua e una di riso (per due persone, ma la proporzione è questa, circa), lo metti in una pentola che tiene bene il calore (di ghisa per esempio o acciaio col fondo spesso), porti ad ebollizione, lasci cuocere pochi minuti, spegni il fuoco, infili nella wonderbag e la sera torni e il riso è cotto e ancora caldo. La wonderbag non è altro che una specie di borsa di stoffa che mantiene il calore, imbottita con materiale di recupero, che si può fare in casa. Quella della foto l’ho fatta io l’anno scorso. L’ho imbottita con quelle cose di polistirolo che usano nei pacchi di cui ci si ritrova piena la casa se si ordina spesso in internet. Altamente inquinanti da smaltire se bruciati ma molto isolanti e non tossici per questo uso perchè non sono a contatto col cibo e non si scaldano abbastanza da diventare pericolosi. La stessa operazione la si può fare con una coperta, un po’ come si fa per fare lo yogurt alla maniera antica. O anche semplicemente con una pentola che tiene molto bene il calore.
Bisogna solo sperimentare per capire bene i tempi, se non si usa la wonderbag ma solo una pentola spessa i tempi iniziali di cottura saranno più lunghi. Dato che sia i cereali che i legumi vanno cotti ad assorbimento per mantenerne i principi nutritivi e non vanno mai scolati bisogna calcolare bene la quantità di acqua, che di solito è il doppio del volume ma dipende. All’inizio si sperimenta, poi si fa in automatico. Cereali integrali e legumi non si scuociono se non c’è acqua in eccesso, ecco perchè trovate il riso perfettamente cotto anche dopo 10 ore, quando in realtà si è cotto in 4 o 5. La cottura si ferma e rimane in caldo.
Semplice, economico, comodo, ecologico. Come mi piacciono queste cose! 🙂

QUI la mitica ravanella parla della cottura passiva senza wonderbag, con indicazioni utili sui tempi di cottura.
QUI è dove ho preso l’idea di farmi la wonderbag.
QUI come è nata la wonder bag con un progetto per aiutare l’africa, un bel filmato (in inglese ma si capisce) e link al sito ufficiale (che è in un sacco di lingue ma non in italiano).
E se non la si vuole fare la wonderbag la si può comprare, c’è anche su amazon.
Per ogni borsa venduta ne viene regalata una ad una famiglia africana.

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