Pasta, riso e cereali

Ravioli di salvia selvatica, piantaggine e aglio orsino

ravioli con salvia selvatica, piantaggine, aglio orsino e mandorle

Questa settimana ho raccolto tantissime erbe spontanee, lunedì l’ortica in giro in bici, martedì l’aglio orsino nel bosco, mercoledì al lago un sacco di roba (germogli di luppolo e tamaro, piantaggine, salvia selvatica, silene, achillea, tarassaco…). Non ci avevo mai pensato prima che potevo fare i ravioli. Sono venuti buonissimi. Li ho conditi con il burro di cocco.

La piantaggine si trova ovunque, è diffusissima ed è di tre tipi diversi tutti e tre buoni, nel mio vecchio blog ci sono alcune ricette. È buonissima, non è amara e si può usare come si userebbero degli spinaci o delle biete, sia cruda che cotta. Questa era la plantago major, raccolta nello stesso prato della salvia selvatica, ma c’è ovunque anche la plantago lanceolata, con foglie più sottili.
Il ripieno dei ravioli è praticamente il pesto che faccio con qualunque erba e metto in freezer, metto sempre poco olio perchè poi lo allungo con l’acqua di cottura della pasta per cui si presta benissimo anche come ripieno.
La pasta dei ravioli è quella che faccio sempre anche per le tagliatelle, all’uovo. Il ripieno e il condimento invece sono vegani.


Ravioli di salvia selvatica, piantaggine, aglio orsino e mandorle

Pasta:
250 gr di farina bianca di farro
2 uova
1 cucchiaio di olio e.v. d’oliva
i presa di sale
acqua (ho usato quella di cottura della piantaggine)

Ripieno:
piantaggine
salvia selvatica
aglio orsino
mandorle
pomodorini secchi al naturale
poco olio e.v. d’oliva
lievito alimentare in scaglie
polvere d’agrumi (buccia degli agrumi fatta seccare e tritata)
sale integrale

Condimento:
olio di cocco vergine (detto anche burro quando è solido)
polvere d’agrumi
salvia secca tritata (di quella officinale, non selvatica)
lievito alimentare in scaglie

Per la pasta: setacciare la farina, aggiungere le uova, l’olio e il sale, impastare aggiungendo a poco a poco l’acqua e lasciare riposare coperto per un paio d’ore a temperatura ambiente, poi stendere (non troppo sottile) e formare i ravioli.

Per il ripieno: bollire due minuti piantaggine e salvia selvatica, quando sono fredde aggiungere l’aglio orsino crudo e tutti gli altri ingredienti (dosi a occhio). Tritare fino a quando non fa la palla.

Per il condimento: mentre i ravioli cuociono (di solito li metto in freezer appena fatti e poi li metto direttamente nell’acqua bollente congelati) sciogliere il burro di cocco in padella, aggiungere gli altri ingredienti, far insaporire qualche secondo e poi aggiungere i ravioli cotti.


Si possono fare anche con altre erbe ma secondo me queste tre insieme ci stanno benissimo.
Il burro di cocco si può sostituire con burro chiarificato se non si è vegani, nel mio vecchio blog spiegavo anche come farlo in forno.

NB – qualunque ingrediente io usi è biologico, se esotico è equosolidale

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  • Marcella
    25 aprile 2016 at 21:12

    Ciao!
    Chissà che bontà!
    Ti penso sempre quando vedo l’aglio ursino! 😉
    Sabato e ieri ero a Chiuduno. È vicino a te?

    • stella
      26 aprile 2016 at 8:04

      Ciao! erano buonissimi li ho rifatti subito uguali, si certo che è vicino a me, vicinissimo! mannaggia, non mi potevi mandare un sms? Ti scrivo, dovevamo anche andare alla galbusera bianca in primavera…