erbe spontanee

Salvia selvatica

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Non ne avevo mai parlato neppure nel vecchio blog, credo, della salvia selvatica, detta salvia dei prati. Il suo nome scientifico è salvia pratensis.
Mi piace tantissimo e ne trovo tanta nel prato davanti a casa di mia mamma che vedete nella foto. Il momento giusto per raccoglierla è prima che fiorisca, cioè adesso.

salvia-pianta1
salvia-pianta2
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Controllate che non sia provvista di schiumetta bianca, che è prodotta da un insetto con un nome simpatico, sputacchina. Non è velenosa ma meglio evitare.

La salvia selvatica la faccio seccare per le tisane (faccio un mix equiseto / menta o erba san pietro / salvia selvatica) e la uso secca tritata per insaporire sughi e minestre.
Oppure la faccio bollire un minuto o due per poi usarla nelle ricette. Si possono fare torte salate, ravioli, polpette, minestre, condirci il riso o la pasta, si può fare il pesto, praticamente quello che si fa con qualunque altra verdura a foglia.
Il sapore è molto diverso da quello della salvia coltivata che usiamo abitualmente: è più buona, meno amara, più delicata, per cui io tendo ad usarla come fosse una verdura, non come erba aromatica.

Le sue caratteristiche fitoterapiche sono simili a quelle della salvia officinale che normalmente si usa, ma meno marcate.
Sono proprietà antisettiche, antimicotiche, antinfiammatorie, ipoglicemiche, toniche, digestive, e antidepressive.
Tonifica l’apparato digerente, stimola la produzione di estrogeni, regola il flusso mestruale e la circolazione, calma e rilassa, riduce il catarro e i disturbi bronchiali, è ipoglicemizzante, cicatrizzante e battericida.


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  • LA LUNA NERA
    5 maggio 2016 at 14:24

    ecco cos’erano tutte quelle pianticelle che ho visto domenica, mentre raccoglievo le erbe per fare gli enzimi! bella ricetta, conto di provarla, grazie per il suggerimento!

    • stella
      5 maggio 2016 at 14:35

      grazie a te! 🙂