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Come funziona Facebook

Come funziona Facebook

 

Come funziona Facebook, come funziona l’algoritmo di Facebook che decide quali notizie vediamo e come imparare a usare meglio Facebook: questo post parla di questo.

 

Quando dico che a volte, in internet, vaghiamo nella nebbia, mi riferisco a quanto poco conosciamo gli strumenti che usiamo e i luoghi che frequentiamo online. Sono tutte cose nuove, che cambiano molto velocemente, sempre più complesse, per cui è normale che la maggior parte di noi non le conosca in modo approfondito.
Credo che l’uso di internet e dei vari programmi che si utilizzano nel web dovrebbe essere insegnato nelle scuole e anche molto presto, per avere consapevolezza dei rischi che si corrono e per utilizzare gli strumenti al meglio, sfruttandone le potenzialità anziché perdere tempo e salute.

COSA È FACEBOOK

Facebook è un social network, e i social network sono spazi virtuali dove le persone comunicano tra loro, sono le piazze del web. Sono spazi gratuiti che offrono servizi gratuiti.

Facebook è il più utilizzato al mondo, con 2,38 miliardi di utenti attivi mensili al 31 marzo 2019 e 1,56 miliardi di persone che in media si collegano a Facebook ogni giorno ed è accessibile a chiunque (basta iscriversi).
In Italia ci sono 35,7 milioni di utenti attivi su Facebook e 22,3 milioni di utenti su Instagram (che è la stessa società di Facebook e WhatsApp).

In Facebook chiacchieriamo, condividiamo delle cose che ci piacciono (testi, immagini, filmati, link), leggiamo e guardiamo quello che ci interessa, scegliendo pagine, profili e gruppi.
Possiamo utilizzare Facebook per parlare con persone in tutto il mondo, possiamo creare delle gallerie con le nostre foto e video, possiamo scrivere delle cose che ci fa piacere divulgare, linkare siti che ci piacciono, condividere. Possiamo decidere quali informazioni inserire nel nostro profilo, trovare e essere trovati da persone che avevamo perso di vista, conoscere persone nuove.

Una cosa che se trent’anni fa ce l’avessero descritta ci sarebbe sembrata un sogno.

I PRO E I CONTRO DELL’USO DI FACEBOOK

Gli aspetti positivi di Facebook li conosciamo: abbiamo a disposizione tantissime informazioni, dalle notizie giornalistiche agli aggiornamenti di aziende, associazioni, personaggi pubblici che ci piace seguire, possiamo seguire amici con cui vogliamo rimanere in contatto uvunque siano, conoscere nuove persone coi nostri stessi interessi.
A nostra volta possiamo farci conoscere, anche col nostro lavoro, creare pagine aziendali e gruppi, comunicare.

E i rischi? I rischi sono, a mio parere, soprattutto due: che non ci rendiamo conto che tutti vedono quello che pubblichiamo e che perdiamo il senso del tempo, togliendo tempo ad altre occupazioni forse più utili.

Il primo problema è dovuto alla facilità di utilizzo e al fatto che, essendo “nascosti” dietro ad un computer, non abbiamo sempre la consapevolezza che siamo in una piazza pubblica e tendiamo a sfogarci o a fornire informazioni private come fossimo tra amici. Dovremmo sempre immaginarci in piazza o davanti ad un pubblico di persone, pensare alle conseguenze e alle reazioni che se dicessimo quella cosa o mostrassimo quella foto in una situazione “reale” avremmo.

Il secondo problema è dovuto al fatto che abbiamo, in Facebook, continui stimoli che ci distraggono disperdendo l’attenzione: entriamo per fare una cosa e ne facciamo dieci altre, dimenticandoci lo scopo iniziale e perdendoci molto tempo senza aver fatto, alla fine, niente di utile. Usiamo Facebook come “tappabuchi” per le “pause” ovunque siamo, e questo ci porta ad essere in due luoghi contemporaneamente, uno reale e uno virtuale, e a mio parere toglie tempo a quel girovagare coi pensieri che i momenti di pausa e di noia ci hanno sempre regalato. Non parliamo poi dell’abitudine che hanno preso le persone di guardare dentro lo smartphone mentre camminano, vanno in bicicletta o in macchina.

Come evitare questi comportamenti che possono causare problemi a noi e agli altri?
Non è facile ma vi dico come faccio io:

  • Apro Facebook (e Instagram) in periodi precisi della giornata e mai mentre sto facendo altro, dandomi un tempo e uno scopo.
  • Non attivo la rete dati quando esco di casa per non essere disturbata da notifiche, quindi non sono raggiungibile né da Facebook e Messenger né da WhatsApp e non mi viene voglia di entrare in internet neppure nei momenti di pausa.
  • Prima di scrivere qualcosa o postare una foto ci penso parecchio, negli ultimi anni mi sono proposta di non fare mai commenti negativi e di non seguire persone che li fanno, e cerco di seguire il principio famoso delle 3 porte (parla solo se quello che stai per dire è utile, è vero, è gentile).

QUANDO QUALCOSA È GRATIS FORSE IL PRODOTTO SEI TU

Facebook ci fornisce dei servizi gratuiti, spazio web, possibilità di comunicare, informazioni.
Cosa ci guadagna?
Si dice che il petrolio degli anni 2000 siano i dati. I nostri dati, sensibili e no. Importantissimi per le aziende che fanno marketing e campagne pubblicitarie e fondamentali per controllare le persone, in modo più o meno lecito.
C’è il problema privacy, cioè siamo costantemente controllati, da società che sanno cosa mangiamo, che film, libri, brani musicali ci piacciono, che gusti sessuali abbiamo, se stiamo bene oppure no, se siamo interessati a movimenti politici e sociali.
Enormi archivi di dati che, in cambio di questi servizi gratuiti che utilizziamo, nessuno ci garantisce davvero che non vengano utilizzati contro di noi.
Oltre a questo c’è un problema di reputazione online, di immagine, che spesso sottovalutiamo.
Se io a 15 anni metto online una foto devo avere consapevolezza che anche dovessi riuscire poi a toglierla, quella foto potrebbe essere stata condivisa e scaricata da un potenziale enorme di persone, quindi non è possibile averne il controllo. Mi farà piacere, a 60 anni, sapere che i miei nipoti la potrebbero vedere, magari cercando altro nel web?
Se scrivo qualcosa in internet spinto dall’impulsività e magari dall’insoddisfazione e dalla rabbia, mi farà piacere che un mio potenziale datore di lavoro in futuro, cercando informazioni su di me nel web, lo legga?

COME USARE MEGLIO FACEBOOK

Ci sono cose che l’utente medio di Facebook non fa perché non sa che si possono fare o non ha tempo e voglia di farle, e sono, a mio parere, queste:

  • Controllare le fonti e leggere quello che condividiamo
    Spesso quando siamo in Facebook e più in generale in internet siamo troppo frettolosi, leggiamo solo il titolo dei link, mettiamo mi piace e non andiamo a leggere l’articolo, per esempio (ma i titoli spesso sono fuorvianti o superficiali).
    Oppure non ci preoccupiamo di capire se la fonte è affidabile oppure no, non leggiamo con attenzione e rischiamo di diffondere informazioni false (che spesso vengono lanciate appositamente in rete).
  • Creare delle liste di amici e scegliere a chi mostrare quello che pubblichiamo
    Non tutti sanno che gli amici in Facebook (che spesso non sono amici ma semplici conoscenze, oppure sono parenti, colleghi) possono essere suddivisi in liste.
    In questo modo possiamo, ogni volta che pubblichiamo qualcosa, scegliere chi potrà vedere questo contenuto: tutti (anche i non amici), tutti gli amici, solo gli amici in una particolare lista.
    Questo ci tutela nel caso di contenuti privati e rende anche più piacevole la navigazione ai nostri amici che possono non essere interessati ad alcuni argomenti.
  • Personalizzare la sezione notizie per scegliere cosa vedere
    Da quando, due anni fa, Facebook ha cambiato l’algoritmo, molti di noi hanno notato come i contenuti mostrati siano cambiati. Abbiamo smesso di vedere pagine che seguivamo, per esempio.
    Ma possiamo scegliere noi, o comunque dare indicazioni a Facebook su cosa preferiamo.
    Basta personalizzare la sezione notizie, andando su “Sezione notizie”, cliccando sui tre pallini, scegliendo “modifica preferenze”, “decidi chi vedere prima di tutti”, “non seguire più persone o gruppi”.

COME FUNZIONA L’ALGORITMO DI FACEBOOK

Molti di noi, soprattutto da quando è cambiato due anni fa, non capiscono come funziona il famoso algoritmo di Facebook, cioè quei calcoli che ci mostrano i contenuti che vediamo nella nostra sezione notizie.
Che non possiamo vedere tutto quello che viene pubblicato credo sia abbastanza ovvio: se abbiamo molti amici che pubblicano spesso e abbiamo messo mi piace su molte pagine sarà impossibile che noi, anche stando molto tempo in Facebook, possiamo vedere tutto quello che pubblicano.
Quindi Facebook fa una scelta (stiamo parlando di contenuti organici, non a pagamento).
Facebook, inoltre, ha scelto di non mostrare i contenuti in ordine cronologico, capita spesso che ci mostri contenuti anche in notevole ritardo, io lo trovo fastidioso ma è un parere personale, succede perché tiene conto dei commenti e delle interazioni, come se considerasse il contenuto aggiornato.

Le fasi sono 4:

  • Ogni volta che entriamo in Facebook l’algoritmo fa un inventario di tutte le cose pubblicate da profili e pagine che seguiamo.
  • L’algoritmo fa una valutazione di questi contenuti in base a migliaia di parametri.
  • Fa poi una previsione di quanto possiamo essere interessati a questi contenuti considerando quante probabilità ci sono che interagiamo con like, commenti, condivisioni.
  • Attribuisce un punteggio di rilevanza e ci mostra quello che pensa preferiamo.

Quindi, se ci piace qualcosa o qualcuno, facciamolo sapere non solo alle persone ma anche a Facebook: mettiamo mi piace, commentiamo, condividiamo.

Hai mai creato liste di amici o personalizzato le preferenze della tua sezione notizie? Utilizzi Facebook spesso e lo trovi utile o preferisci altri social?
Questo articolo ti è stato utile? Se ti è stato utile condividilo e commentalo in Facebook o Linkedin.

[ Photo by Annie Spratt on Unsplash ]

 


 

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